di: Vito Gentile 02 Febbraio 2012
Le necessità degli utenti del mondo Linux sono, molto spesso, condizionate dalle principali tendenze dei più comuni sistemi operativi commerciali. Per questo motivo, le distribuzioni Linux più diffuse sono quelle che offrono effetti grafici di rilievo, o ambienti desktop che, in un modo o nell'altro, cercano di competere con la potenza di Windows o MacOS.
È anche vero, però, che altri utenti possano aver bisogno di ambienti leggeri, a causa di esigenze legate ad hardware datati e non adeguati a Unity, GNOME Shell o, peggio ancora, KDE. Proprio a questo scopo è utile conoscere ed utilizzare Fluxbox, un desktop environment conosciuto principalmente per l'estrema leggerezza e per il suo aspetto minimale. In questo articolo descriveremo le sue principali caratteristiche, e daremo alcune indicazioni fondamentali per l'installazione e la configurazione, certamente meno user-friendly di GNOME o KDE.
Per prima cosa, abbiamo la necessità di installare Fluxbox sulla distribuzione che stiamo utilizzando. Sul sito ufficiale è disponibile il codice sorgente da compilare, anche se la maggior parte delle distribuzioni dispone già di una versione di questo desktop environment nei canali software principali. Su Ubuntu (che è il sistema operativo che utilizzeremo per questo tutorial), è sufficiente utilizzare APT:
$ sudo apt-get install fluxbox
Sempre su Ubuntu, una volta riavviata la sessione, sarà sufficiente affidarci al log-in manager, LightDM (o GDM per le versioni meno recenti), e selezionare Fluxbox anziché l'ambiente di default.
Una volta avviato, il nuovo desktop environment si presenterà decisamente minimale. Oltre ad uno sfondo monocromatico, e al puntatore del mouse, in basso è presente una barra con data e ora, ed un selettore per cambiare l'area di lavoro.
La prima cosa che ci serve conoscere è come aprire il menu principale di Fluxbox. Nulla di più facile: sarà sufficiente un semplice click con il tasto destro del mouse su un punto vuoto del desktop, e avremo a disposizione una lista (che su Ubuntu è già abbastanza folta) con tutti i programmi installati, più una serie di funzionalità aggiuntive che analizzeremo a breve. In alcuni casi, purtroppo, questa lista potrebbe essere spoglia, ma vedremo a breve come risolvere anche questo problema.
Vediamo ora quali sono i principali file di configurazione di Fluxbox, ed impariamo ad utilizzarli.
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