di: Davide Falanga 09 Settembre 2009
Il terminale (o console) è sicuramente uno degli strumenti più utili in assoluto in ogni distribuzione Linux. Il suo utilizzo può essere un po' ostico per chi vi si avvicina per la prima volta, ma una volta acquisita una certa familiarità diventa un'arma in più nella gestione del proprio sistema operativo. In questo articolo analizzeremo alcuni dei più importanti comandi per la riga di comando, vedendo alcuni esempi di utilizzo e scoprendone le principali funzionalità.
dmesg, abbreviativo di display message, è un comando che permette di ricevere i messaggi provenienti direttamente dal Kernel. In particolare, dmesg fornisce i messaggi contenuti all'interno del buffer del Kernel, e non ancora scritti sul file system. Il suo utilizzo può essere molto utile per ricevere, ad esempio, informazioni su un dispositivo appena collegato,o anche sulle componenti hardware già connesse che comunicano con il Kernel. Le funzionalità di dmesg non si fermano però qui: le prime righe dell'output di questo comando, infatti, contengono informazioni sul sistema operativo, sul Kernel utilizzato, sulla memoria RAM disponibile e così via. Il suo utilizzo non prevede l'inserimento di alcun parametro, per cui è possibile lanciare direttamente
$ dmesg
per ricevere l'output desiderato. Tale comando, però, produce una lunga serie di informazioni, che possono rendere difficoltosa la ricerca di una riga in particolare. Per questo motivo, è possibile utilizzare dmesg in combinazione con less
$ dmesg | less
per ricevere le informazioni una riga alla volta, tramite la pressione del pulsante di Invio. L'output restituito da dmesg può anche essere reindirizzato verso un file di testo, disponibile successivamente per eventuali ricerche:
$ dmesg > file_di_output
È possibile inoltre filtrare le informazioni fornite da tale comando, scegliendo quali ricevere: ad esempio, per controllare cosa accade relativamente alle porte USB possiamo digitare
$ dmesg | grep -i usb
Il comando ps permette di avere una panoramica generale sui processi attivi all'interno del sistema, con relativo PID e altre informazioni utili per identificare ogni singolo processo e ottenere maggiori informazioni su di essi. Una delle principali caratteristiche di ps è la possibilità di passare a tale comandi parametri in formato UNIX, BSD o GNU, a seconda del numero di trattini presenti prima di ogni parametro. In questo modo, è possibile filtrare i processi che tale comando restituirà come output: ad esempio, per ricevere l'elenco di tutti i processi attivi, possono essere utilizzati i seguenti parametri
$ ps aux
$ ps -ef
che in sostanza producono lo stesso output. Per filtrare i processi a seconda degli utenti, è possibile specificare il nome dell'utente nel seguente modo
$ ps aux | grep -i utente
Anche i messaggi inviati da ps dopo l'esecuzione possono essere ricevuti uno alla volta, sempre concatenando tale comando con less:
$ ps aux | less
In ogni caso, l'output sarà organizzato in colonne, con la prima riga che indica l'etichetta di ognuna. Le informazioni che vengono restituite quando si fornisce il parametro aux sono l'utente, il PID del processo, la CPU e la RAM che il processo occupa, la porta eventualmente utilizzata, l'orario di avvio ed altre utili informazioni.
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