Virtualizzazione con Linux

di: Davide Falanga     02 Ottobre 2008

Una pratica molto comune tra gli utenti GNU/Linux, ma anche tra chi utilizza altri sistemi operativi, è quella di utilizzare applicazioni di virtualizzazioni per lanciare un secondo sistema operativo durante una sessione di quello in utilizzo. In molti casi, infatti, si ha la necessità di testare il funzionamento di una distribuzione sul proprio computer, o si vuole scoprire cosa contiene e come è stata realizzata, senza però masterizzare le immagini ISO fornite dagli sviluppatori: ecco, quindi, che entrano in gioco le cosiddette Virtual Machine, software in grado di realizzare una macchina virtuale indipendente che verrà avviata utilizzando il sistema operativo che si vuole virtualizzare.

In questo articolo analizzeremo alcuni dei principali software per la virtualizzazione su Linux, cercando di offrire una soluzione per le esigenze di tutti.

VirtualBox

VirtualBox è una delle applicazioni più utilizzate e diffuse per la virtualizzazione in ambienti operativi Linux, anche se ne esiste una versione perfettamente funzionante anche per Windows. In passato ha già trovato spazio tra le pagine di HTML.it, in un articolo di Filippo Pappalardo, dove è possibile trovare informazioni più dettagliate sull'utilizzo e le funzionalità di questo ottimo strumento. I sistemi operativi che è possibile virtualizzare sono tantissimi, ed oltre alle distribuzioni Linux supporta anche Windows, in tutte le sue edizioni, alcuni sistemi operativi BSD, Solaris ed altri minori. L'ultima versione disponibile di VirtualBox è la 2.0, annunciata agli inizi dello scorso mese di Settembre, che introduce l'utilizzo delle librerie QT4, un migliore supporto al sistema operativo di Apple, Mac OS, prestazioni migliorate e la possibilità di utilizzare sistemi Guest anche su architetture a 64 bit.

Figura 1: l'interfaccia di Virtualbox

l'interfaccia di Virtualbox

VMware

VMware è una suite per la virtualizzazione formata da alcune applicazioni: le principali sono VMware Server, per la creazione delle macchine virtuali, e VMware Player, in grado solo di eseguirle. Da circa un anno ha visto l'apertura del proprio codice sorgente, tramite il rilascio sotto licenza GPL dei VMware Tools, una serie di moduli per il Kernel in grado di migliorare la gestione delle macchine virtuali. Anche in questo caso siamo di fronte ad un'applicazione disponibile non solo per Linux, e dotata di versioni per architetture a 32 e 64 bit. VMware ha tra le sue principali caratteristiche quella di poter creare una sottorete di macchine virtuali. Un'ottima guida è disponibile su ICTv in formato video, mentre con easyvmw è possibile creare ambienti per VMware in maniera semplice ed automatica, semplificando la procedura a chi non ha molta familiarità con questo strumento.

Figura 2: Linux in VMWare

Linux in VMWare

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