Dreamlinux 3: un look alla Mac OS X

di: Davide Falanga     03 Aprile 2008

L'elenco delle distribuzioni Linux derivate da Debian sembra non avere mai termine: da Ubuntu a Mepis, da Knoppix a Linspire, passando anche per Dreamlinux. Proprio questa distribuzione è quella che esamineremo in questo articolo: nata come LiveCD installabile sul disco fisso, è una distro dal semplice utilizzo, che unisce un look accattivante in stile MacOS alla stabilità e alla sicurezza proveniente dalle solide basi di Debian.

Tipica di Dreamlinux è, infatti, la dockbar presente sul desktop, che ricorda molto quella del sistema operativo Apple: comoda ed intuitiva, raccoglie tutte le applicazioni di più comune uso, per un avvio rapido senza sfogliare lunghi menu di applicazioni. Alla base di questa distribuzione c'è l'intento di realizzare un sistema operativo di buon livello ma da un utilizzo non eccessivamente difficoltoso: nel complesso, bisogna dire che gli sviluppatori si sono dati un gran da fare per ottenere ciò, riuscendoci sotto diversi punti di vista.

Si tratta di una distribuzione orientata ad un utilizzo desktop, con un vastissimo numero di strumenti per la navigazione web, la gestione dei file multimediali, lo svolgimento di compiti e manzioni da ufficio: da Abiword per realizzare e modificare file di testo a The Gimp per la grafica digitale, da Firefox per visualizzare le pagine web a XMMS per ascoltare la propria musica preferita, senza tralasciare applicazioni per ogni sorta di operazione. L'ambiente desktop predefinito è XFCE, che rende Dreamlinux una distribuzione molto elegante e leggera: sin da LiveCD, si nota una rapidità degna di nota, e i tempi di avvio sono relativamente bassi.

Nata in Brasile alcuni anni fa, ha raggiunto da pochissimo tempo la versione 3.0: annunciata sul forum ufficiale dopo una lunga attesa, viene acclamata come rivoluzionaria e innovativa. L'annuncio, infatti, parla di un completo redesign della distro, ora totalmente modulare e basata su una nuova architettura indipendente, denominata Flexiboost, sulla quale gli sviluppatori hanno lavorato a lungo.

Una delle principali novità di Dreamlinux 3.0 riguarda gli ambienti desktop: infatti, è ora pienamente compatibile sia con XFCE che con GNOME, e questi due potranno condividere temi ed applicazioni senza alcun tipo di problema. Questa caratteristiche è possibile grazie alla modularità con cui è realizzata la distribuzione: una volta selezionato un ambiente desktop, verranno caricati tutti i moduli delle applicazioni, in tempi non eccessivi e che rendono molto fluido l'avvio dello stesso.

Dreamlinux 3.0 gode di una stabilità notevolmente migliorata rispetto alle precedenti release: da una parte, il lavoro degli sviluppatori ha svolto un compito molto importante, dall'altra l'adozione di un kernel più recente e stabile come il 2.6.24 ha portato con sé tutte le migliorie introdotte dagli hacker del kernel Linux. Sin dalla prima Release Candidate, tutto il comparto software ha subito un freeze: ciò significa che tutte le applicazioni che non risultavano avere notevoli problemi sono state mantenute tali nel corso dello sviluppo. Quelle che invece erano afflitte da bug o problemi, sono state prese in considerazione dagli sviluppatori che sono corsi subito ai ripari, risolvendo diverse problematiche che affliggevano le precedenti versioni di Dreamlinux 3.0. Tra questi, importante è stata la soluzione del problema che impediva di selezionare l'intero disco fisso durante il processo di installazione.

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