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Eseguire il backup di un'intera distribuzione con il comando cp

di: Filippo Pappalardo     14 Dicembre 2006

La potenza di un sistema GNU/Linux si nota anche nella sua estrema semplicità. Tradizionalmente in sistemi operativi unix-like le utilità più semplici e basilari si integrano tra loro a formare un ecosistema in cui ogni compito è assolto da una precisa applicazione. Non capita raramente però di scoprire che qualcuna di quelle semplici applicazioni può essere usata per scopi per cui non erano state concepite.

È questo il caso di cp, il programma che normalmente assolve al compito di "copiare" (cp è un'abbreviazione di copy). Vedremo adesso, infatti, come si può sfruttare questa semplice utilità per fare il backup di una intera distro, e ricavarne anche vantaggi. È il caso di avvertire i lettori che esistono metodi magari più eleganti per compiere questa operazione, ma lo scopo di questo articolo non è l'eleganza o la semplicità: è dimostrare la potenza di un piccolo comando.

I vantaggi nell'usare questa procedura sono che:

  • Si esplora un uso poco conosciuto del funzionamento di cp
  • Si impara a conoscere il filesystem Unix e la sua infinita flessibilità
  • Copiando l'intera distribuzione in una partizione diversa si esegue la deframmentazione di tutti i file
  • Non si ha bisogno di utilità esterne o di procedure complicate per fare il backup

Immaginiamo di voler spostare la nostra distribuzione dalla partizione "A" alla partizione "A-copia". Dopo aver effettuato i controlli necessari, aver ripulito la nuova partizione e creato un filesystem secondo le nostre preferenze, siamo pronti a cominciare a copiare. Per motivi di praticità vi mostrerò come copiare la distribuzione usando un liveCD, che chiameremo "B". Questo ci torna utile soprattutto nel momento in cui andiamo a copiare alcune directory speciali o "virtuali". In sostanza usiamo B come mezzo per copiare A in A-copia.

Sconsiglio di usare una qualsiasi interfaccia grafica per compiere questa operazione, proviamo ad usare direttamente la shell con cp, o al massimo il file manager ncurses MC. La prima preoccupazione deve essere quella di preservare correttamente i permessi e i proprietari di ogni singolo file copiato, altrimenti all'avvio del nuovo sistema operativo copiato, potremmo avere un semplice mucchio di file e directory completamente fuori uso. Per questo se si usa cp bisognerà stare attenti a passare sempre il parametro -a (consultate il manuale di cp per riferimenti), mentre se si usa MC si avrà cura ad abilitare l'opzione "Preserva gli attributi".

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